Scopri la 'Formazione Promuovere': Diamo forza a chi vale
Scopri il 'Marketing Promuovere': Al servizio di chi fa Impresa

ONDE 2026: DODICI CONCERTI PER UN ANNO DI DIALOGO TRA MUSICA E STORIA

Onde 2026

Scritto da Redazione

14 Gennaio 2026

Il Museo Egizio di Torino, custode di una delle collezioni di antichità egizie più importanti al mondo, conferma il proprio ruolo di centro culturale dinamico e poliedrico annunciando la seconda edizione di Onde 2026, la rassegna di dodici concerti gratuiti ospitati nella suggestiva Galleria delle Sekhmet. Dopo il successo dell’edizione 2025, il progetto si rinnova per un intero anno, da gennaio a dicembre, confermando una partnership di prestigio con l’Orchestra Filarmonica di Torino, il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi” e la Fondazione Merz.

Onde 2026 non è un semplice ciclo di concerti, ma un esperimento di dialogo tra arti ed epoche. L’iniziativa propone una domenica mattina al mese dedicata alla musica, trasformando uno spazio museale solitamente associato al silenzio contemplativo in un vibrante palcoscenico acustico. La scelta della Galleria delle Sekhmet, dominata dalle imponenti statue della dea leonessa, non è casuale: le onde sonore dei diversi generi musicali si propongono di riecheggiare idealmente tra le antiche pietre, creando un ponte sensoriale tra passato millenario e creazione artistica contemporanea.

L’accesso a tutti gli appuntamenti di Onde 2026 è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione attraverso la biglietteria online del museo. Le prenotazioni per ciascun concerto aprono all’inizio del mese corrispondente, una scelta organizzativa che permette al pubblico di pianificare la propria partecipazione in modo flessibile lungo tutto l’arco dell’anno. L’orario è fisso per tutti gli eventi: le esibizioni iniziano alle ore 11.00.

Il calendario di Onde 2026: un viaggio tra generi, strumenti e culture

Il programma di Onde 2026 è concepito come un viaggio enciclopedico attraverso la storia della musica e dei suoi strumenti, dalla tradizione barocca alle sperimentazioni più contemporanee, dal jazz alle contaminazioni interculturali. Ogni concerto offre una prospettiva unica, mettendo in luce la versatilità degli interpreti e la capacità della musica di creare connessioni inattese.

1. Domenica 18 gennaio 2026, ore 11.00: “Dalle Corti al Tango”

A cura di: Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Ivan Homolskyi alla fisarmonica. Un giovane virtuoso esplora le potenzialità di uno strumento relativamente moderno nel repertorio classico, con un programma che spazia dalla precisione barocca di Scarlatti e Vivaldi alle passioni argentine di Piazzolla, fino al virtuosismo di De Sarasate. Un concerto che ridefinisce i confini della fisarmonica nella musica colta.

2. Domenica 22 febbraio 2026, ore 11.00: “Diacronia”

A cura di: Fondazione Merz
Gianni Gebbia (sax soprano e flauti bansuri) e Willy Merz (harmonium indiano). Un dialogo di respiro ancestrale, dove microtoni, silenzi e improvvisazioni costruiscono un tessuto sonoro in continua trasformazione. Oriente e Occidente si sfiorano, dando vita a una forma musicale sospesa tra tradizione e sperimentazione pura.

3. Domenica 15 marzo 2026, ore 11.00: “Metamorfosi”

A cura di: Orchestra Filarmonica di Torino
Matteo Fabi al violoncello solo. Un itinerario che parte dalle architetture solenni della Suite di Bach per spaziare attraverso il blues, le melodie popolari asiatiche e la scrittura percussiva del Novecento e contemporanea (Koeppen, Sollima, Sheng). Un mosaico che racconta l’identità mutevole e sorprendente dello strumento.

4. Domenica 19 aprile 2026, ore 11.00: “Oriente, Occidente & Altro”

A cura di: Fondazione Merz
Mario Romeo (fisarmonica) e Ugo Nastrucci (liuti e Ūd). Fisarmonica e strumenti antichi a corda costruiscono ponti inediti tra epoche e geografie: dalla musica antica dell’Andalusia al compositore egiziano contemporaneo El Monim, passando per il barocco francese di Rameau. Un fluire musicale che invita a perdersi e ritrovarsi in culture diverse.

5. Domenica 24 maggio 2026, ore 11.00: “Percussions Transformer”

A cura di: Fondazione Merz
Rossana Bribò alle percussioni. La giovane virtuosa affronta da sola la sfida di un concerto per percussioni, mostrando la loro capacità di trasformazione timbrica ed espressiva. Dalle delicate sonorità di un Bach trascritto ai colori ipnotici della marimba di Keiko Abe, fino alla sperimentazione elettronica e alla teatralità ritmica contemporanea.

6. Domenica 28 giugno 2026, ore 11.00: “Trasparenze”

A cura di: Orchestra Filarmonica di Torino
Niccolò Susanna (flauto) e Federica Mancini (arpa). Un duo che crea atmosfere di pura luminosità. L’eleganza francese di Ibert si fonde con le cantabilità italiana e le suggestioni orientali di Ravi Shankar, in un dialogo che trasforma due strumenti in un’orchestra capace di narrare e contemplare.

7. Domenica 19 luglio 2026, ore 11.00: “Riflessi d’Incanto”

A cura di: Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Elisa Giola (arpa) e Giorgia Alice Arneodo (flauto). Il viaggio prosegue nell’eleganza cameristica, dove il flauto e l’arpa danzano in un dialogo raffinato. Dalle danze medievali di Amorosi alla grazia di Damase e Ravel, fino al lirismo cinematografico di Nino Rota, in atmosfere sospese tra sogno e racconto.

8. Domenica 23 agosto 2026, ore 11.00: “Two of a Mind”

A cura di: Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Dario Caiaffa (sax baritono), Antonello Gravela (sax tenore), con contrabbasso e batteria. Un omaggio al jazz cameristico “pianoless” degli anni ’50, ispirato ai leggendari dialoghi tra Gerry Mulligan e Chet Baker o Stan Getz. Contrappunti melodici, swing solido e il suono vellutato dei sax ricreano lo spirito di un’epoca d’oro.

9. Domenica 20 settembre 2026, ore 11.00: “Fusioni”

A cura di: Orchestra Filarmonica di Torino
Kymeia Duo: Serena Costenaro (violoncello) e Fabio Saccavino (percussioni). Due mondi sonori apparentemente distanti si fondono in un unico organismo narrativo. Dal minimalismo sacro di Arvo Pärt all’energia primordiale di Xenakis, fino al tango di Piazzolla, il concerto esplora il confine tra ritmo e canto, tra corpo e melodia.

10. Domenica 18 ottobre 2026, ore 11.00: “Sax Appeal: Classici e Colonne Sonore”

A cura di: Conservatorio “G. Verdi” di Torino
Quartetto di Sassofoni (Emma Rotatori, Stefano Denaro, Fabian Gherca, Valeria Bussacchini). Il concerto celebra la duttilità del sassofono in 185 anni di storia, in una vera “macchina del tempo” musicale. L’agilità rossiniana convive con il virtuosismo ottocentesco di Singelée, l’energia di Bernstein e le indimenticabili melodie di Ennio Morricone.

11. Domenica 15 novembre 2026, ore 11.00: “A Spasso per l’Europa”

A cura di: Fondazione Merz
Stefania Saglietti all’arpa. Una delle più promettenti soliste della sua generazione intraprende un viaggio continentale attraverso lo strumento. Si parte dall’antica Grecia con Limenius, si attraversa il barocco tedesco di C.P.E. Bach e Händel, il classicismo italiano di Viotti, per approdare alle trasparenze francesi di Debussy e alla contemporaneità.

12. Domenica 13 dicembre 2026, ore 11.00: “Invenzioni”

A cura di: Orchestra Filarmonica di Torino
Quartetto Le Châtelier (Sebeglia, G. Totaro, R. Totaro, Pellegrini). La rassegna si chiude con la forma cameristica per eccellenza: il quartetto d’archi. Il programma gioca su invenzioni e rievocazioni, dall’eleganza barocca di Händel alle composizioni in stile settecentesco di Raffaele Totaro, fino al lirismo intimo dei Lieder di Schubert trascritti, in un intreccio di memoria e libertà creativa.

Onde 2026 rappresenta un modello innovativo di offerta culturale pubblica. La gratuità, unita alla prenotazione obbligatoria, garantisce accessibilità e qualità della fruizione, mentre la cadenza mensile crea un appuntamento ricorrente che invita il pubblico a tornare al museo per esperienze sempre nuove. La collaborazione tra tre istituzioni di altissimo profilo – l’Egizio per la sede, la Filarmonica, il Conservatorio e la Fondazione Merz per la cura artistica – dimostra come la sinergia tra realtà diverse possa generare progetti di grande respiro e valore artistico.

La rassegna di eventi al Museo Egizio di Torino è molto più di una stagione concertistica. È un invito all’ascolto profondo, un esperimento di contaminazione tra arte visiva e arte sonora e una testimonianza del ruolo vitale che i musei contemporanei possono svolgere come luoghi di produzione culturale viva e condivisa. Ogni prima domenica del mese, dal 18 gennaio al 13 dicembre, le onde sonore di dodici concerti unici risveglieranno le antiche sale del museo, offrendo alla città un appuntamento di rara eleganza e profondità.

© Promuovere Persone Culture Territori

Condividi
Diventa Partner di Promuovere

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

14 + 18 =

Caricamento notizie in corso ...
Rivista Promuovere - Persone Culture Territori


Chiudi il menù