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San Maurizio Canavese aderisce con il suo monumento più prezioso alla campagna di sensibilizzazione contro la malattia che colpisce milioni di donne in Italia e nel mondo

NEL MESE CONTRO L’ENDOMETRIOSI LA CHIESA VECCHIA SI TINGE DI GIALLO

SAN MAURIZIO CANAVESE – Luce gialla contro l’endometriosi. Luce che disegna ombre suggestive per sensibilizzare la gente sull’importanza di informarsi e di conoscere una patologia – l’endometriosi appunto – che colpisce 167 milioni di donne in tutto il mondo, di cui almeno tre in Italia. San Maurizio Canavese aderisce all’iniziativa e mette in campo il suo tesoro più prezioso. La riconoscete la chiesa della foto, vero? È l’antica chiesa plebana di San Maurizio Canavese, è uno dei più pregevoli esempi di architettura romanica del territorio, arricchito nel corso dei secoli da contaminazioni gotiche e poi barocche. Custodisce un millennio di storia e di vita del paese ed è monumento nazionale dal 1922.

Tutti in paese la chiamano “la chiesa vecchia del cimitero” e ciò le dona un’aura un po’ lugubre ma soltanto nell’immaginario di chi la sente nominare così e non la conosce. In realtà, oltre al campanile della parrocchiale, la chiesa vecchia costituisce il simbolo più amato dal paese delle Teste Quadre, da sempre oggetto di studio e di recupero da parte degli storici dell’Associazione Amici di San Maurizio e di valorizzazione da parte del Comune, che negli ultimi anni, tra le altre cose, ha realizzato un impianto di illuminazione dal basso che ne accende la facciata, il lato Sud e l’antico campanile romanico. Da ieri sera questa luce è diventata gialla. E lo sarà anche stasera. Il motivo non è di carattere artistico né estetico e nei prossimi giorni la luce che illumina l’antico monumento tornerà bianca. Ora è gialla perché in tutto il mondo questi sono i giorni dedicati alla consapevolezza e alla sensibilizzazione sull’endometriosi.

In particolare, oggi sarebbe stato il giorno della WorldWide Endomarch, la marcia mondiale per la lotta all’endometriosi, che si svolge annualmente nella capitale di ogni Paese. Quest’anno, a causa della pandemia, la marcia è stata sostituita da flash mob e da altre manifestazioni di sensibilizzazione, fra le quali appunto l’illuminazione di piazze e monumenti con fasci di luce gialla.

Ma ciò che attribuisce un’ulteriore valore all’iniziativa è il modo in cui si è diffusa, con le donne che hanno sparso la voce e parlato direttamente con i sindaci. Voci dal basso, come le luci sui muri della chiesa vecchia, voci che non possono restare inascoltate. In Italia, in fatti, le volontarie dell’Endomarch Team Italy si sono impegnate contattando ciascuna il proprio Comune di residenza per invitarlo ad aderire. Una di queste è una cittadina di San Maurizio Canavese: «L’endometriosi – spiega la giovane donna – è ampiamente diffusa tra le donne in età fertile, si stima che colpisca una donna su dieci, ma non è altrettanto conosciuta. La scarsa informazione rispetto all’endometriosi fa sì che non vi sia un’adeguata prevenzione, unica arma attualmente a disposizione per arginarne le conseguenze in assenza di una cura. In occasione del mese della consapevolezza dell’endometriosi, che ricorre a marzo, sono numerose le iniziative che vengono poste in essere in tutto il mondo per far sì che vi sia una maggiore conoscenza di tale patologia. Particolarmente importante è, senza dubbio, la WorldWide Endomarch organizzata in 55 capitali del mondo. L’edizione italiana della marcia da otto anni viene organizzata dal Team Italy e si svolge a Roma: quest’anno, purtroppo, per il prorogarsi dell’emergenza sanitaria da Covid19 è stata sostituita da un’edizione virtuale in programma oggi, sabato 27 marzo 2021. Per questa data abbiamo deciso, in qualità di promotrici della marcia italiana contro l’endometriosi, di promuovere una call to action su tutto il territorio italiano richiedendo agli amministratori locali di illuminare di giallo un monumento per aiutarci nella nostra azione di divulgazione rispetto all’endometriosi».

Il sindaco di San Maurizio Canavese, Paolo Biavati, ha risposto all’appello e così in queste sere l’amata chiesa vecchia sfoggia una suggestiva mise gialla. Nulla di folkloristico né di eccentrico, naturalmente: solo un modo per manifestare solidarietà alle donne colpite dall’endometriosi e soprattutto per invitare tutti ad informarsi con attenzione e responsabilità su una malattia purtroppo molto diffusa ma ancora poco conosciuta e tutt’altro che facile da diagnosticare.

Per informazioni, oltre che per conoscere le iniziative di sensibilizzazione organizzate in questi giorni, è possibile consultare la pagina Facebook @EndomarchTeamItaly.

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