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Sabato 26 settembre l'evento che ha di fatto chiuso la stagione 2020 dell'impianto di San Francesco al Campo. In mostra esemplari unici di biciclette dello storico marchio torinese.

IL SUCCESSO DEL GRANDE RADUNO FREJUS AL VELODROMO FRANCONE

Raduno Frejus Velodromo Francone - Rivista Promuovere

Scritto da Redazione

28 Settembre 2020

È stato un fine settimana speciale, al Velodromo Francone di San Francesco al Campo: un importante momento di incontro, di ricordi, di cultura. Sabato 26 settembre l’impianto di via Ghetto ha infatti ospitato il Grande Raduno Frejus organizzato dall’Associazione Velocipedistica Piemontese in collaborazione con lo stesso Velodromo Francone.

Un’iniziativa in piena sintonia con la mission del gruppo guidato da Giacomino Martinetto, che accanto all’organizzazione di grandi eventi internazionali e alla formazione dei giovani atleti attraverso il Centro di avviamento alla pista ha nella promozione della cultura legata al territorio e allo sport un terzo fondamentale ambito d’intervento.

Fin dalla prima mattinata, numerose mitiche biciclette Frejus hanno attirato l’attenzione degli appassionati sul prato all’interno del Velodromo: pezzi di storia e di maestria artigiana, apprezzate dai più grandi campioni del passato. Un marchio che ha scritto pagine straordinarie della storia del ciclismo, simbolo di quella creatività, laboriosità e sapienza tecnica che hanno da sempre contraddistinto la nostra regione.

E proprio per ricordare la storia di quel marchio prestigioso, il raduno ha fornito l’occasione ideale anche per la presentazione del libro “Frejus – La marca che crea i campioni” del sanmauriziese Massimo Rubeo.

L’opera racconta le vicende della storica azienda torinese, dalla sua fondazione fino alla fine degli anni Sessanta. La prima parte descrive l’attività imprenditoriale di Emmo Ghelfi, dai suoi esordi nel piccolo negozio di piazza Statuto, alla sua espansione, nel periodo post bellico, con l’apertura del nuovo stabilimento di via Buenos Aires e il passaggio dell’azienda ai figli Eraldo ed Enrico.

Nella seconda parte, dedicata all’attività agonistica della Frejus, l’autore offre un’importante documentazione fotografica, in parte inedita, che illustra i successi dei “grigio-rossi” della Frejus. Ma la parte più interessante per gli appassionati di cicli d’epoca è sicuramente l’ultima, in cui l’autore fotografa e descrive, in ordine cronologico e con dovizia di particolari, 19 biciclette di vari modelli tra Frejus, Rola e Sabauda. Completano il volume alcuni cataloghi inediti e un breve cenno alla produzione motociclistica del marchio.

«Dopo essermi appassionato alle biciclette d’epoca ebbi l’occasione di restaurare una vecchia Frejus. Di qui l’esigenza di documentarmi per fare un restauro corretto. Fu a quel punto che constatai che di questo marchio esistevano un solo catalogo e vaghe notizie sulla storia dell’azienda», racconta Massimo Rubeo, di professione fisioterapista e residente a San Maurizio Canavese nonché cofondatore dell’Associazione Velocipedistica Piemontese.

«Nacque così lo spunto per la mia ricerca che mi appassiona da alcuni anni, che oggi credo di aver portato a termine (ma che ancora continuerà…) e desidero condividere – continua Rubeo – Fondamentali sono stati gli incontri e lo scambio di informazioni con alcuni collezionisti di biciclette e di memorabilia ciclistiche, con ex campioni e con i discendenti del fondatore. È anche grazie al loro apporto che ho potuto concretizzare questo lavoro».

Fra gli ospiti dell’evento intervenuti alla presentazione del libro e al raduno, Emmo Ghelfi, omonimo e nipote del fondatore della Frejus; Bruna e Antonella Messina, rispettivamente moglie e figlia del grande Guido; il mitico Franco Balmamion, vincitore di due Giri d’Italia nonché protagonista per una stagione con la maglia Frejus; e Carlo Valetti, figlio del grande Giovanni Valetti, anch’egli vincitore di due Corse Rosa. Oltre al sindaco di San Francesco al Campo, Diego Coriasco, e all’assessore allo Sport, Mattia Malara, che hanno fatto gli onori di casa insieme al presidente del Velodromo Francone, Giacomino Martinetto.

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